Le Radici Del Cielo
Metro Universe è un’idea nata dallo scrittore russo Dmitry Glukhovsky che,in seguito al successo del suo romanzo d’esordio Metro 2033 (leggi la recensione su On Writing) e del seguito Metro 2034, ha deciso di dare l’opportunità a vari scrittori (inizialmente russi e poi gradualmente di altre nazionalità) di ampliare l’immaginario alla base delle sue opere facendo sì che diverse storie vengano ambientate in varie parti del mondo, storie con un unico, fondamentale, tassello comune: un futuro post-apocalittico in cui una presunta catastrofe atomica ha straziato il mondo come lo conosciamo oggi e ha ridotto l’umanità in ginocchio.
Il primo romanzo italiano del Metro Universe, scritto dal nostrano Tullio Avoledo, è ambientato a vent’anni dalla catastrofe in un’Italia devastata e racconta la storia di un gruppo di sopravvissuti rifugiatosi nelle catacombe di San Callisto a Roma. Tra queste persone vi è il camerlengo Ferdinando Albani, capo del nuovo vaticano e rappresentante di ciò che resta della chiesa cattolica dopo la catastrofe nucleare definita in quell’ambiente con il termine evocativo di giorno della Tribolazione: sarà proprio il camerlengo ad affidare a padre John Daniels, all’epoca del disastro un giovane seminarista ed ora unico membro della Congregazione per la Dottrina della Fede (conosciuta, un tempo, come Santa Inquisizione), il difficile compito di recarsi a Venezia alla ricerca dell’ultimo patriarca regnante per riportarlo a Roma in seguito alla morte del pontefice. Toccherà così a John Daniels, insieme ad un gruppo di mercenari che hanno preso il ruolo delle ormai scomparse guardie svizzere del vaticano, avventurarsi verso Venezia affrontando ogni sorta di pericolo, tra mutanti generati dalle radiazioni, l’ombra degli uomini di un tempo che ormai pur di sopravvivere sono costretti ad uccidere anche i propri fratelli, la follia crescente che si insinua in un mondo diventato estraneo e pericoloso e tra gli infiniti dubbi che affiorano sul ruolo di dio in seguito ad una catastrofe di tali proporzioni.
Come affermato dallo stesso Avoledo nella presentazione ufficiale del libro, la storia alla base de “Le Radici del Cielo” ha diverse analogie con il romanzo fantasy per eccellenza, Il Signore degli Anelli, in cui ad un gruppo di eroi (che, nel racconto di Avoledo, si trasformano in una sorta di antieroi quasi fosse la conseguenza della Tribolazione capace di corrompere ogni cosa e ogni animo) viene affidata una missione di importanza vitale. E la ricerca assegnata a padre Daniels non è da meno poiché dalla riuscita di tale missione dipenderà la sopravvivenza della chiesa stessa.
L’idea alla base è buona e si adatta perfettamente all’immaginario post-apocalittico di Glukhovsky, inoltre il grande merito dell’autore è la capacità, con un linguaggio sempre scorrevole, di far fluire alla perfezione e senza intoppi un romanzo corposo di quasi 500 pagine. Peccato per la velocità con cui vengono trattate alcune parti (l’ambientazione di San Callisto è infatti molto intrigante e promettente ma è poco sfruttata in quanto soltanto poche pagine del romanzo sono ambientate a Roma, così come lo scorcio di racconto ambientato ad Urbino) e per alcuni riferimenti o trovate che fanno perdere in parte l’atmosfera perfettamente riuscita e di ampio respiro che si vive per buona parte del viaggio e che non ha nulla da invidiare ad altre grandi opere (un esempio di queste piccole incongruenze è l’utilizzo che viene fatto della benzina, “rubata” dopo diversi anni dalle macchine disperse lungo la strada e utilizzata senza problemi, nonostante nella realtà la benzina diventi inutilizzabile dopo un periodo di alcuni mesi).
Le Radici del Cielo è quindi un romanzo ben scritto e avvincente e nonostante sia una lettura principalmente consigliata agli appassionati di ambientazioni e tematiche di questo genere, la visionarietà e la capacità narrativa di Avoledo, che secondo il mio parere superano quelle dimostrate da Glukhovsky, lo rendono comunque un ottimo romanzo, non soltanto di fantascienza, ma anche di formazione. Quello in cui il libro di Avoledo, e probabilmente qualsiasi altro libro del Metro Universe (?), non può superare l’originale Metro 2033 è l’ambientazione. L’immensa Metro di Mosca in un futuro post-apocalittico, con i suoi tunnel bui e misteriosi e il suo microcosmo di sopravvissuti e di mutanti, è infatti un’ambientazione talmente riuscita, affascinante e potenzialmente ricca ed evocativa da essere stata, senza ombra di dubbio, la vera chiave del successo del romanzo russo.
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Scheda Tecnica
Titolo Originale: Le Radici Del Cielo
Autore: Tullio Avoledo
Lingua Originale: Italiano
Anno: 2011
Pagine: 438
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